Autore Topic: Tra assiomi, fattore C e moduli calcistici ... in forma semiseria.  (Letto 1490 volte)

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questo topic.

Offline Marco Casavecchia

  • Amministratore
  • Grifone
  • *****
  • Data di registrazione: Ott 2013
  • Post: 3201
  • Per aspera sic itur ad astra
“Squadra che vince, non si tocca”: affermazione calcistica assiomatica, a meno che l’allenatore non debba sostituire gli assenti, per squalifica o infortunio. È il caso di Moscati, che prenderà il posto di Nicco fermato dal giudice sportivo. Nicco, non ancora tornato ai livelli dello scorso anno, potrebbe trarre un vantaggio dallo stop obbligato, per recuperare energie psicofisiche, e ripresentarsi in migliori condizioni nella successiva, impegnativa, gara casalinga contro L’Aquila. Detto che Fabinho sembra aver recuperato dalla leggera influenza che lo ha colpito in settimana e che Sprocati si lascia preferire ad Insigne, perché più giocatore e più maturo del compagno (secondo Camplone. Ndr), che Comotto è meglio da terzino che da centrale, che di centrali ce ne sono solo due: Massoni e Scoganmiglio, che a sinistra giocherà Sini (almeno fino alla riapertura del mercato? Ndr), che Filipe e Vitofrancesco non si toccano, il dubbio “esistenziale” resta lo stesso delle ultime uscite: “Chi giocherà, almeno in partenza, tra Mazzeo ed Eusepi?”. Se nel calcio, come in matematica, valgono gli assiomi, non v’è ombra di dubbio che partirà titolare Mazzeo. “Ipse dixit!”. Difficile contestare a Camplone certe scelte, se queste portano frutti. Un Mazzeo, centravanti di manovra, con licenza di giocare tra la linea di centrocampo e quella di attacco formata dai due esterni, con l’idea di mandare al tiro le mezzali, sembra la nuova alchimia tattica di Camplone. Eusepi, nel secondo tempo, poi, permette al tecnico di ritornare all’antico e di modificare gli schemi di attacco contro un avversario meno brillante e compatto che nel primo tempo. Non si può certo dire che, almeno a vedere le ultime gare, Camplone quest’anno sia ancora fossilizzato su moduli e schemi ripetitivi. Ci fa specie, pertanto, ascoltare o leggere critiche al suo operato, specie se giungono da chi, lo scorso anno, lo ha additato come un “fanatico conservatore”. Chi suggerisce l’impiego di tre mediani, con l’esclusione di Filipe, chi reclama l’impiego di Insigne (ancora forse immaturo per la C, se non cambia atteggiamento) al posto di Sprocati, chi non vuol sentir parlare di Mazzeo e reclama Eusepi, dopo averlo, magari, bollato come “bufala” ad inizio campionato. Per non dire di chi farebbe giocare sempre Moscati, ma non si sa al posto di chi e chi farebbe volentieri a meno di Comotto o Sini che, al contrario, magari dopo aver raggiunto un buono stato di forma diventeranno esterni di tutto rispetto. Il calcio, dove, a dispetto delle affermazioni assiomatiche, delle statistiche del tutto opinabili, del calcolo delle probabilità, spesso prevale il fattore “C”, sfugge ad ogni legge razionale. Meglio nascere fortunati che bravi (o ricchi, se preferite). Per dirla alla Gaucci: “Nella vita la fortuna non basta, ci vuole anche il “C””. Puoi giocare bene quanto vuoi, ma perdere per un episodio o, viceversa, giocare poco e male, ma buttarla dentro alla prima occasione (vedi Pisa o Benevento), ergo, a Barletta, occhi aperti e orecchie tese, si va per vincere ed i tre punti sono un obbligo, vista la giornata favorevole al Grifo. Attenzione alla modestia degli avversari che, se dovessero pescare il jolly “Fattore C”, ci fregherebbero di sicuro. Il Perugia, vedi ultima col Catanzaro, dovrà segnare ben più di un gol per essere sicuro del successo e per rimpinguare la differenza reti. Buon fine settimana a tutti.
« Ultima modifica: Sabato 02 Novembre 2013, 13:03 da Grifagno »