POPOLO DI NAVIGATORI

Aperto da stefano suprani, 06 Agosto 2026, 16:51:02

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stefano suprani

A Perugia in questi giorni l'aria è calda e afosa come in tutta Italia e anche oltre confine, ma sono gli eventi calcistici che hanno alimentato analisi e discussioni come da tempo non si vivevano così appassionate. Alessandro Gaucci, Arena Curi, gli arrivi di tre o quattro giocatori al giorno, tutti fatti inusuali che hanno destabilizzato e non ancora ricompattato un ambiente dilaniato da anni di nefandezze portate avanti dalle ultime due gestioni calcistiche fatte solo di plusvalenze e che hanno ridotto il nostro Perugia a un cumulo di cenere. Qui in Romagna dove vivo il mio esilio c'e' il mare Adriatico dove vado appena posso e vedo i pescatori che tengono ormeggiate le loro piccole imbarcazioni lungo i portocanali trascorrendo le giornate ad annusare il mare per capire quali venti li aspettano e per partire a gettare le reti poi, quando il vento cambia ed entra il maestrale, il portocanale si svuota e tutti i pescherecci prendono il largo in cerca di fortuna. Ma a Perugia non spira il maestrale bensì solo la tramontana che deve averci anestetizzato il cervello, visto che non ci siamo minimamente accorti che ora è cambiato e l'avvento di Gaucci ha finalmente dato corpo ad un nuovo e ambizioso progetto sportivo che Perugia aspettava e meritava da tempo immemore, in compenso però siamo un popolo di Santi ed infatti sono stati beatificati tutti da Santopadre a Faroni passando per Borras, gente che ha indebitato il Perugia fino al collo, ha venduto tutto quello che c'era per fare plusvalenze, ci ha fatto retrocedere sul campo per ben due volte, ci ha regalato i campionati più deludenti della nostra lunga storia e che a maggio, poteva costarci anche la caduta fra i dilettanti, operazione che sarebbe certamente riuscita quest'anno se avessimo affrontato il campionato con i ragazzi della primavera 2. Ha ragione Gaucci quando dice che questi qua ai suoi tempi, con questi risultati, sarebbero durati una settimana, ma io aggiungo che in qualsiasi parte dello stivale, anche adesso, avrebbero avuto la stessa scadenza dello yogurt che non è certo due lunghissimi anni di triboli. A certa gente non si dice grazie, ma si da un bel calcio nel sedere, non si porge l'altra guancia insomma ma a Perugia, che è terra di Santi e non di mare, succede anche questo.