Autore Topic: Il nuovo tifo  (Letto 55 volte)

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Il nuovo tifo
« il: 18 Gennaio 2022, 13:59:23 »
Ciao a tutti,
condivido un articolo dell'amico Alberto Cei, psicologo dello sport, sui cambiamenti del rapporto fra squadra, calciatori e tifosi. A parte i nomi citati, in qualcosa mi rivedo anche io...

Insigne, Lukaku e Icardi: il calcio non è più uno sport di squadra
Le regole sul trasferimento dei calciatori da una squadra all’altra durante la stagione agonistica stanno distruggendo nel calcio l’idea stessa di squadra. Insigne ha appena firmato un contratto che lo lega al Toronto a partire da giugno prossimo. Morata vorrebbe andare via ma non ci riuscirà subito perchè la Juventus non ha un altro centravanti. Icardi ha sempre le valige pronte. Sono solo alcuni degli esempi più famosi di questi giorni, per non parlare di Cristiano Ronaldo che pochi mesi fa è andato al Manchester United a campionato iniziato.
Molti giocatori si stanno trasformando in mercenari del calcio, che si spostano in funzione degli interessi economici del Club, dei loro procuratori e di loro stessi. Ma non te ne eri accorto? Sì, certo tuttavia mai come ora questa dimensione del calcio aveva preso il sopravvento sull’idea di costruire una squadra unita sugli obiettivi da raggiungere. E’ un processo che richiede e non può essere soggetto a frequenti cambiamenti.
Su cosa si basa oggi il tifo, non certo sulla squadra nella sua concretezza fatta di nomi e cognomi e del gioco espresso da questi giocatori. Si sta diventando sempre più spesso tifosi di un’idea astratta, di quello che per il tifoso significa quella squadra  ma non di ciò che è ora. D’altra parte è inutile affezionarsi a un calciatore perché è probabile che domani venga ceduto per salvare il bilancio del Club o perché vuole guadagnare qualche milione di più. E’ il caso di Lukaku che ora si lamenta della sua nuova squadra e dobbiamo assistere alla liturgia dell’allenatore che lo esclude e di lui che chiede scusa e dice che s’impegnerà a riconquistarsi la fiducia dei tifosi.
Il calcio sta perdendo uno degli aspetti essenziali di ogni squadra e cioè che si vince e si perde ma insieme. Non vedremo più i famosi 15 minuti finali del Manchester United che sono stati espressione di una mentalità collettiva costruita nel tempo o il cinismo della Juventus nel portare a casa il risultato o l’entusiasmo generato dai 10 e i 9 delle squadre perché oggi non ci sono più e non sentiremo più frasi come: “date la palla a ... che poi ci pensa lui”. Rivoltando al contrario una frase di Eduardo Galeano, penso che nel tempo i tifosi non diranno più “oggi giochiamo”, si perderà il senso del noi a favore di un più neutro “oggi gioca la mia squadra”.
Alberto Cei Psicologo dello sport
 ;D

Offline Saint Just

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Re:Il nuovo tifo
« Risposta #1 il: 18 Gennaio 2022, 21:48:09 »
la società cambia in peggio ( almeno la nostra, capitalisticae filo americana, due miserie in una  ) sempre più rapidamente, con un divario sempre maggiore tra pochi banchieri e una casta sempre più ricca e mafiosa e la moltitudine della gente ( e la differenza stride ancor di più coi paesi Socialisti, dalla Cina al Vietnam, da Cuba al Venezuela, dove si lotta tutti insieme con risultati sempre migliori sotto ogni profilo ).
Questo calcio non fa eccezione. Il nostro calcio non è più figlio di una passione nata sui terreni senza erba, del sudore e dalla fatica, dagli scarpini infangati da lavare dopo ogni gara, della gente, del popolo, delle Curve.....è figlio di un sistema bacato, malato, che ha evidenziato tutto il suo fallimento più totale

Fuori dalla NATO, Dalla UE e da questo sistema capitalistico, criminoso e portatore solo di sciagure, guerre, miserie, disperazione.......
Riprendiamoci le Curve, riprendiamcoi le strade
 ;D
Nella buona  e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai.

Una catena non è più robusta del suo anello più debole ( E. Guevara )