Autore Topic: "... Perso il coraggio, tutto è perduto". (Spartaco Ghini)  (Letto 1835 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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"... Perso il coraggio, tutto è perduto". (Spartaco Ghini)
« il: Lunedì 03 Marzo 2014, 20:45 »
Cercare un capro espiatorio, cui addossare la causa del brutto momento che sta attraversando il Perugia, è una tentazione dalla quale bisogna assolutamente rifuggire. Sarebbe inutile, ora, iniziare un processo che veda quali imputati il tecnico, il modulo o gli interpreti che ogni domenica devono metterlo in pratica. Certo, le prestazioni di qualche giocatore lasciano più di un dubbio, in prospettiva futura, perché, dopo aver dilapidato un vero tesoretto in quattro gare, l’idea di recuperare punti sul Frosinone, nonostante una gara in più e lo scontro diretto in casa, e tenere a distanza il Lecce, potrebbe risultare alquanto problematico, in particolare, poi, se il rendimento della squadra rimanesse quello di queste ultime gare. Indubbiamente alcuni giocatori ci avevano abituato a ben altre prestazioni. Koprivec ci aveva dato la sensazione di essere in piena maturazione sotto la guida e le cure del bravo Bonaiuti, mentre a Pisa, ieri, a Catanzaro, ed in altre occasioni, ha mostrato preoccupanti incertezze sia tra i pali, che sulle uscite, dando l’impressione di non trasmettere tranquillità nemmeno ai suoi compagni di reparto. Nicco e Moscati, entrambi sacrificati ieri nel nome di un cambio di modulo, appaiono lenti ed impacciati in alcuni movimenti, non creano più superiorità in mezzo al campo quando gli avversari raddoppiano la marcatura sugli esterni, sono anche meno precisi al tiro e diventano prevedibili ed incerti nel gestire la palla, se abbassano il ritmo di gioco. Al momento Carcione, sembrerebbe non aver nulla di nuovo da proporre rispetto a Filipe, se non qualche punizione calciata in area, ma inutile se non si dispone di grandi colpitori di testa. Di Franco non sappiamo che dire, visto che forse lo vedremo domenica prossima, per la prima volta, quando magari la sua corsa ed esperienza sarebbe servita un mesetto fa. Sanseverino, al momento, non sappiamo chi sia né cosa sia stato preso a fare. Magari verrà buono più avanti, ma non crediamo avrebbe sfigurato nemmeno ieri a Catanzaro. Fabinho è in riserva, mentre di Sprocati abbiamo capito perché fa la riserva. Eusepi non ha una riserva e con i ragazzetti ci si fa ben poco in Lega Pro. Veniamo a Camplone. Detto e ribadito che a noi il 4-3-3 piace e con questo modulo ci si vince, eccome, in ogni categoria ed in ogni campionato, è anche vero che senza adeguati rincalzi, o giocatori con diverse caratteristiche, tentare di apportare varianti e modifiche risulterebbe difficile per chiunque e non solo all’attuale tecnico del Grifo. Se si doveva perdere così, tanto valeva giocare fin da subito con due soli mediani e schierare un trequartista in più, invece di aspettare di dover recuperare lo svantaggio. All’occorrenza, nel caso in cui la squadra avesse denotato scompensi o limiti fisici, si sarebbe sempre potuto correre ai ripari, tornando all’antico. Chissà, magari si poteva anche sorprendere l’avversario con qualche novità. Certo è che i cross in area, sempre ammesso che si disponga di chi sappia calibrarli, magari dopo aver saltato il diretto avversario, si possono fare solo se si hanno torri o arieti come centravanti, altrimenti sono facile preda per ogni difensore centrale che si incontri pur se mediocre. Quello che ci sembra è che il Perugia sia prigioniero di una rosa limitata e poco assortita negli uomini, con giocatori dalle caratteristiche troppo simili per pensare ad un cambio radicale di modulo, a questo punto della stagione. Il mercato di gennaio, per inopinabile scelta societaria, poiché chi mette i soldi nel Perugia ha tutto il diritto di spenderli come meglio crede, non sembra però essere stato così incisivo. Lecce, Benevento, Salernitana, Catanzaro hanno operato in modo diverso e sono corsi ai ripari quando le cose non stavano funzionando. Al Perugia, forse, ha fatto male la vittoria di Lecce e, crediamo, abbia inciso in modo negativo anche nella testa di qualche giocatore. Per fortuna il campionato non è finito ieri e proporrà ancora scontri diretti, gare impegnative anche per gli avversari, e tempo per rimettere in moto quel meccanismo che tanti successi aveva garantito e che, non ultimo, aveva permesso di conquistare un meritato primo posto. In teoria il Perugia conserva ancora un piccolo vantaggio su Frosinone e Lecce. Sui primi della classe, il fatto di avere una gara in più da disputare ed uno scontro diretto al Curi, dopo che i ciociari avranno fatto visita a qualche cliente scomodo, sul Lecce un punto virtuale in più (frutto del vantaggio negli scontri diretti) ed una gara in più da disputare. Il tutto nella speranza che un periodo di magra possa ancora capitare anche alle avversarie. Il tutto, però, anche a patto che il Perugia torni a fare il Perugia visto nel periodo intercorso tra le due gare col Pisa. Sarà un caso ma ogni volta che il Grifo incontra squadre vestite di nerazzurro vede i famosi “sorci verdi”: l’Inter e spesso l’Atalanta in serie A, lo scorso anno il Latina in C, per non parlare del il Pisa in B e in C. La squadra è in ritiro, il Presidente un po’ inca***to, i tifosi molto delusi e sconcertati dal precipitare degli eventi. Speriamo che i giocatori siano toccati nell’orgoglio e nell’amor proprio e che lo dimostrino fin da domenica prossima. Camplone, dopo aver individuato se la causa del problema sta nelle gambe o nella testa dei giocatori, studi qualche soluzione ed operi in modo significativo, sia in campo che fuori. Come ripeteva spesso il compianto ex presidente Ghini: “Persi i soldi nulla è perduto, perso l’onore molto è perduto, perso il coraggio tutto è perduto”.
« Ultima modifica: Lunedì 03 Marzo 2014, 20:53 da Grifagno »