Autore Topic: In fretta e bene, per piacere!  (Letto 1874 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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In fretta e bene, per piacere!
« il: Martedì 15 Ottobre 2013, 19:07 »
È tempo di darsi una svegliata, ragazzi! Belle parole, quelle del capitano, ma di bei propositi e di frasi ad effetto siamo un po’ stanchi, per la verità. Vorremmo vedere qualche vittoria, magari non bella, magari di rapina, ma perdio (Avverbio di giuramento, o confermazion di detto, o di fatto, come il mediusfidius, mehercule, aedepol, e simili, de' Latini. Fonte: Accademia della Crusca, 2^ edizione 1623), che vittoria sia! Domenica si va in quel di Benevento, che lo scorso anno portò fortuna. Ci sarebbe bisogno anche che cambiasse il vento e, per una volta, spingesse la nave biancorossa verso approdi più sicuri o, almeno, la portasse a navigare in acque meno agitate, fintantoché, l’armatore o il capitano, non trovino il modo di porre rimedio alle falle nella chiglia o agli squarci nelle vele. Di metafora in metafora, se non si vuol passare un anno tribolato nella speranza di entrare dalla porta di servizio e non dall’accesso padronale che conduce alla serie B, bisognerà cambiare passo ed in fretta. Quali che siano i responsabili di tanto miserevole avvio, vanno individuati (e per questo c’è un presidente, apposta, al vertice societario) e sollecitati a far di più e meglio. Vedere gente che passeggia in campo, gioca con sussiego o con eccessivo distacco, è irritante e offensivo per chi paga il biglietto, l’abbonamento e ci mette sopra, magari, anche diverse decine o centinaia di chilometri per seguire il Grifo. Se sia il cuoco o gli ingredienti a rendere scadente il piatto, non sta a noi a dirlo, ma siccome sono anni e anni che mangiamo al desco del Curi, una certa competenza in merito l’abbiamo maturata. Se qualcuno, poi, avesse i mente di dirci che non siamo né allenatori, né direttori sportivi, a costui potremmo raccontare questo aneddoto: un giorno la buonanima di nostro padre, maestro di campagna, uomo di vecchio stampo, stimato ed apprezzato da tutti, con la solita educazione che lo contraddistingueva, disse al panettiere presso il quale si recava quotidianamente per acquistare la classica “filetta”, che quella acquistata il giorno avanti non gli era parsa ben cotta. Sentendosi colto nel vivo e sentendo minacciata la propria professionalità, il panettiere rispose: “Ma Maestro, sono venti anni che faccio il pane, vuole che non conosca il mio mestiere?”. Al che, papà rispose: “Io son cinquanta che lo mangio, vuole che non riconosca una filetta poco cotta?”. Forza Grifo, comunque. A prescindere!
« Ultima modifica: Martedì 15 Ottobre 2013, 19:20 da Grifagno »