Autore Topic: Ma dove erano?  (Letto 149 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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Ma dove erano?
« il: Venerdì 21 Agosto 2020, 14:55 »
L'opinione di Pietro Cuccaro, giornalista di UmbriaTv, sul Perugia. "Annunci fatti sui social ma non sul sito ufficiale (o viceversa) senza un apparente criterio logico; interviste concordate solo con alcune tipologie di testate, ignorando le altre; disprezzo di qualsiasi tentativo di verifica di informazioni o richiesta di fornire la propria versione dei fatti; qualità dei testi quantomeno rivedibile; cronisti messi al bando; sala stampa e tribuna stampa sporche ai limiti dell'indecente, senza generi di conforto (nemmeno una bottiglietta d'acqua d'estate o un caffè caldo d'inverno) e con sempre meno postazioni; accesso allo stadio promiscuo fra tifosi e giornalisti, con serio rischio per l'incolumità in particolare dei cronisti che seguono le squadre ospiti; conferenze stampa convocate in segreto con messaggi singoli via whatsapp come fossero riunioni massoniche; allenamenti chiusi oppure aperti solo ai tifosi ma chiusi alla stampa, col paradosso che chiunque può fare un video col telefonino tranne chi lo fa per lavoro; divulgazione immagini (foto e video) non si capisce mai se con libero utilizzo o sottoposti a copyright... e potrei andare avanti a lungo... Mi sa che la gestione della comunicazione era retrocessa da tempo!".

Offline Marco Casavecchia

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Re:Ma dove erano?
« Risposta #1 il: Sabato 22 Agosto 2020, 10:18 »
Mi chiedo dove fossero i giornalisti, i cronisti, i direttori di rete o di redazione, quando tutto quello denunciato da Pietro Cuccaro, si stava consumando in dispregio della libertà di informazione o del rispetto di chi stava lavorando. Dove erano tutti quanti, quando, secondo lo stile più becero del ventennio fascista, si operavano censure o epurazioni dalla sala stampa? Quando dei loro colleghi sono stati anche insultati e minacciati da qualche esagitato perché ritenuti "nemici" della Società, perché non si sono levate voci in loro difesa? Adesso che il disastro è compiuto, tutti fanno a gara nel denunciare le magagne di una gestione "dilettantistica" in tutti i settori: dal calciomercato, ai rapporti con giocatori, tecnici e addetti vari, dalla fallimentare gestione del settore giovanile, non basata, dicono, su esclusivi criteri meritocratici, al mancato rispetto di norme igieniche e sanitarie, relativamente alle toilettes dello stadio. Tutte le magagne saltano fuori adesso. Ma prima? Facevano comodo le interviste rilasciate solo a pochi, le presenze in tv solo in esclusiva, la riduzione dei posti in tribuna stampa, i monologhi spacciati per conferenze e le notizie diffuse via social o date in modo preferenziale a chi sì e chi no? L'intervento-denuncia di Pietro Cuccaro, dal quale si apprenderebbe tutto ciò, ovvero un evidente difetto di comunicazione e di capacità di rapportarsi con le varie componenti che ruotano intorno ad una Società di calcio, e che viene dopo l'intervento di Goretti, di auto accusa per il triste epilogo del campionato, attraverso il quale si capisce che altre magagne non sono state sanare in tempo, forse, andavano fatti prima. Ma il re nudo e stato coperto con una foglia di fico, caduta la quale si sono evidenziate le misere pudenda.

Offline Saint Just

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Re:Ma dove erano?
« Risposta #2 il: Sabato 22 Agosto 2020, 11:19 »
Citazione
Quelli del Santa Giuliana:
MA QUELLO CHE CI RESTA E' LA PASSIONE..

Venerdì sera si sono spenti i riflettori sul Renato Curi e sulla serie B.
Dopo 6 stagioni di categoria cadetta il Perugia retrocede in lega pro e lo fa nel peggio dei modi, perdendo ai rigori la sfida più importante della stagione: quella per la salvezza.
L'annata era iniziata come la solito, con mille aspettative e promesse ed è finita con l'unico epilogo che nessuno avrebbe mai immaginato: la retrocessione.
Speranza e ottimismo hanno lasciato il posto a delusione e incredulità tra i tifosi, che nonostante tutto, hanno deciso di stare vicino al Grifo.
E per l'occasione erano presenti anche tifosi fuori regioni, che si sono fatti km e km ancora una volta, per l'ultima volta in questa stagione calcistica.
'Esserci era d'obbligo...C'eravamo in serie A, c'eravamo nella cavalcata verso la B dopo il fallimento, ci saremo stasera anche se sarà retrocessione', le loro parole.
Dopo un inizio scoppiettante e positivo della stagione, ecco il finale che nessuno si sarebbe mai aspettato, nemmeno vagliando le peggiori delle ipotesi.
Prese in giro a destra e a manca, disonorando la nostra passione come peggio non si poteva fare.
E via la caccia al responsabile, ma quando un'azienda fallisce, le colpe sono di tutti: dal titolare ai dipendenti.
A partire dal Presidente, sempre troppe parole e pochi fatti, per continuare con il direttore sportivo che non ha mai fatto la differenza.
Per poi passare ai giocatori che, ad eccezion fatta per pochi, si sono dimostrati tutti mercenari, senza gloria e senza onore.
Nessuno di loro sa cosa vuol dire indossare la maglia del Perugia, e nessuno di loro si ricorda che c'è chi ha dato la propria vita per questa maglia e questi colori .
Sono anni che il Perugia calcio è solo un alternarsi di allenatori, di giocatori viziati e mercenari.
Nessuna programmazione, nessun futuro, nessuna certezza.
Nessuno pretende la serie A, ma almeno una serie B dignitosa si .
Stavolta non ci sono scusanti per nessuno e difficilmente la rabbia e la delusione si placheranno.
Ci sono state diverse retrocessioni, ma nessuna ha fatto male quanto questa, perchè sarebbe bastato poco..veramente poco.
Oltre che per la professionalità, società e giocatori dovevano dare il tutto e per tutto per quei tifosi che ogni maledetta partita vi sostengono in casa e in trasferta spendendo soldi e tempo e rischiando daspi.
Ma questo a loro non interessa. Il Dio denaro prevale sempre su tutto.
Il Perugia non è solo una squadra da tifare e tanto meno un'azienda per fare soldi.
Il Perugia  è l'insieme di emozioni che ci portiamo dentro ogni volta che mettiamo la sciarpa al collo e ci rechiamo allo stadio.
E' gioie e dolori..sorrisi e pianti.
Il Perugia è un genitore che per mano, porta orgogliosamente il figlio allo stadio.
Il Perugia è quando torni perdente da una trasferta, ma non vedi l'ora di ripartire di nuovo.
Il Perugia è quando i tuoi amici festeggiano gli scudetti, coppe o quant'altro ma a te non importa nulla, perchè la vittoria più grande è la passione che hai per quei colori.
Il Perugia è quando, la vigilia di ferragosto potresti essere ovunque a divertirti, ma decidi di essere li, al Renato Curi, per seguire le sorti della squadra tutti insieme, attaccati ad una radiolina o un cellulare, mentre dentro lo stadio si stanno giocando una stagione intera.
Ed è proprio questa cosa che la dirigenza e i giocatori non hanno mai capito.
Che ne sanno loro di cosa significa lavorare tutta la settimana e aspettare con ansia l'arrivo del sabato per vedere giocare il grifo?!
Che ne sanno loro di cosa si prova su quegli spalti ogni partita, indossare la sciarpa e la maglia del Perugia e portare orgogliosamente il grifo al petto!?
Che ne sanno loro degli abbracci per un gol, o delle strette di spalle per una sconfitta!?
Che ne sanno loro di cosa significa tornare da una trasferta e senza nemmeno dormire, andare direttamente a lavorare!?
Che ne sanno loro di come si deve spiegare ad un bambino una sconfitta del genere e una retrocessione!? o che sapore amaro hanno le lacrime versate a fine gara?!?!
Che ne sanno loro cosa significa arrivare allo stadio ore prima per aspettare l'inizio della partita insieme, o le ore di viaggio per le trasferte!?
Che ne sanno loro di Quello che rappresenta il Perugia per i tifosi!?
Nulla, proprio nulla..perchè se solo avessero capito una minima parte di tutto ciò, il loro impegno sarebbe stato ben altro e ora si stava a parlare di tutt'altra storia.
In tutto ciò gli unici a metterci la faccia sono sempre e solo i tifosi, troppo amanti di una grande squadra, ma con una dirigenza che ben poco merita.
E per questo e molto altro , che devono vergognarsi tutti e farsi un bel esame di coscienza, per aver disonorato tutto questo come peggio non potevate fare.
Ma questa è la dura realtà e non si può cambiare.
Amaramente si riparte dalla lega pro, categoria di certo non adatta alla gloriosa storia del Perugia, ma con l'ambizione di tornare presto in serie B e la speranza di fare piazza pulita delle 'mele marce ' che ci hanno condotto fin qui.
Non c'è tempo per ulteriori processi.. E' l'ora di ricominciare e farlo seriamente.
Il Perugia, Perugia e soprattutto i Perugini meritano molto molto di più.
C'è chi dice:'Testa bassa e pedalare'...
Noi diciamo e chiediamo: più umiltà, serietà, amore verso questi colori e rispetto per chi li porta in giro, a testa alta, in tutta italia e per una piazza che ha una storia importante e che vuole, anzi merita di tornare a calcare palcoscenici ben più importanti.
Le vicende amministrative e dirigenziali le lasciamo ai giornalisti...
Il Perugia non deve 'tornare grande', il Perugia non ha mai smesso di essere grande, e questo solo grazie ai suoi tifosi che nonostante tutto, nel corso degli anni ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
Perchè non sarà di certo questa atroce disfatta a fermarli.

Avete disonorato un campionato e una città ma non calpesterete mai la nostra passione.

OSTINATAMENTE A.C. PERUGIA
SEMPRE E SOLO FORZA PERUGIA.
 

https://m.perugia24.net/news/quelli-del-santa-giuliana-la-grande-delusione-per-la-stagione-del-perugia-47120

....quando qui sul forum ci lamentavamo dell'assenza di programmazione e su altri siti ci deridevano affermando che la programmazione non esiste.....dov'erano?
« Ultima modifica: Sabato 22 Agosto 2020, 12:07 da Marco Casavecchia »
nella buona e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai

Offline stefano suprani

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Re:Ma dove erano?
« Risposta #3 il: Sabato 22 Agosto 2020, 11:47 »
....quando qui sul forum ci lamentavamo dell'assenza di programmazione e su altri ci deridevano affermando che la programmazione non esiste.....dov'erano?


Fermi al Santa Giuliana!