Autore Topic: Venerdì, il verdetto.  (Letto 100 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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Venerdì, il verdetto.
« il: Mercoledì 12 Agosto 2020, 13:04 »
Venerdì, il verdetto. Mancano due giorni, a partire da oggi, alla partita di ritorno dei play out che vedrà Perugia e Pescara affrontarsi a campi invertiti per salvare una stagione e, forse, garantirsi un futuro nel calcio che conta. Aggiungiamo forse, perché per quello che riguarda la società biancorossa, al momento, temiamo che, anche in caso di permanenza in B, il futuro sia nebuloso ed incerto. Peggio che mai se dovesse precipitare in Lega Pro. In quel caso ci sarebbero tempi strettissimi per espletare tutte le pratiche, dalla iscrizione (scadenza per le retrocesse 24 agosto), passante per una fideiussione da garantirsi, al superamento dei controlli COVISOC, e alla costruzione della squadra, dopo la scelta del nuovo DS e allenatore. Siamo molto preoccupati e non riusciamo a nascondere il nostro pessimismo. Abbiamo, forse, poca fede calcistica, ma sono state talmente tante le delusioni e le arrabbiature, che non riusciamo a concedere ancora fiducia a certi interpreti, visti all'opera in questa stagione. Non crediamo nei miracoli, ma non per questo non è detto che accadano. Ci rifugiamo, quindi, nel mondo della metafisica. Chissà che non si celi lì la risposta alle nostre domande. Uno degli intenti di questa disciplina consiste nello studio dei principi primi sotto il profilo qualitativo, a differenza della matematica che ne studia la quantità, o della fisica che ne studia l'aspetto naturale. Lo scopo ultimo è quindi la verità in se stessa. Leggendo qua e là per il web, ci accorgiamo che in molti si cimentano nel tentativo di trovare la vera essenza della natura di questa squadra. Analisi di carattere tecnico-tattico, altre di carattere psichiatrico, altre ancora di genere fantapolitico che inducono a pensare ad ammutinamenti e complotti, pro o contro questo o quell'altro allenatore. Forse c'è un fondo di verità in tutte, o forse no. Chissà. Magari la verità è più semplice di quella che ci vogliamo immaginare o che vorremmo fosse più suggestiva e intrigante. Magari, più banalmente, abbiamo a che fare con una squadra mediocre, o anche meno, cioè particolarmente scarsa in tutti i suoi componenti e/o reparti, e, paragonandola ad una minestra di verdure, per quanto rimescoli l'intruglio, se gli ingredienti sono pochi e di scarso valore, il risultato è sempre lo stesso: brodaglia insapore, incolore ed inodore. Puoi cambiare il cuoco, ma c'è poco da fare, il risultato sarà sempre deludente. Ed il futuro ci spaventa. Si restasse in B, quale scenari si aprirebbero? Santopadre, ai ferri corti con ambiente, direttore area tecnica, allenatori, giocatori (che sembra abbiano mal digerito il taglio agli emolumenti causa covid), politici (?), per non parlare dei tifosi che lo invitano a lasciare la Società, cosa potrebbe fare, per riconquistare tutti? Nuove promesse? Metterebbe mano a quel portafogli che, si dice, non sia stato mai particolarmente ricco? Cambierebbe d'un colpo strategie e politica societaria, investendo e programmando? Poco credibile, anche se gli svariati milioncini, che ora finalmente qualcuno comincia a sostenere che entrino annualmente nelle casse del Grifo, potrebbero servire a rilanciare, stavolta senza bluff. In Lega Pro, il futuro sarebbe ancora più scuro e spaventoso. Meno soldi (tanti in meno), tempi ristretti, tutto da ricostruire e stavolta per vincere sul serio, con la consapevolezza che di milioni ne occorrerebbero almeno 5/6 per risalire in B (Berlusconi docet) e potrebbe non bastare un anno. Non trapela nulla. Vende? Non vende? In realtà, qualche spiffero di cordate, passate, recenti e future c'è stato. Rigettate. Offerte rispedite al mittente. Dicono. In futuro? Comunque vada a finire, concordiamo con quanto ironicamente, ma non tanto, è stato scritto su qualche striscione affisso dai Gruppi della Nord: "Caro Santopadre, cari giocatori, fate come il conte Baglioni ...". Lo abbiamo sempre temuto, lanciando qualche grido di allarme, anche in tempi non sospetti. Non siamo noi a dover salire sul carro dei vincitori, col capo cosparso di cenere ... sono in molti, invece, a scendere, ora, dal carro del perdente ... anche molti di quelli che ci hanno insultato, deriso e denigrato. Ma sappiano, costoro, che non ne siamo felici. Avremmo preferito aver torto. Qualunque sia l'epilogo  della gara di venerdì, non ci saranno vincitori, tra i Guelfi bianchi e neri di Perugia. Avremo perso tutti.