Autore Topic: Si riparte, ma ...  (Letto 1550 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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Si riparte, ma ...
« il: Domenica 03 Maggio 2020, 19:15 »
da UMBRIA24:

Arriva il via libera. I club di calcio e quindi anche il Perugia in serie B, volendo possono tornare ad allenarsi pur non sapendo ancora se la stagione agonistica si chiuderà o meno. Lo attesta una circolare inviata dal Viminale ai prefetti sulle prescrizioni in vigore da lunedì 4 maggio e fino al 17 maggio. Si apre così alla ripresa degli allenamenti per le squadre. Nella circolare in questione all'articolo 1 comma 1 lettera g, si dice che “sulla base di una lettura sistematica della varie disposizioni, suffragata da un orientamento condiviso in sede interministeriale, si ritiene sia comunque consentita anche agli atleti, professionisti e non, di discipline non individuali come a ogni cittadino, l’attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento”.

Si riparte, ma con quale prospettiva per il Grifo? Stando a quanto si legge, e a quanto viene prospettato circa la chiusura del campionato, si disputeranno probabilmente solo play off e play out. Il Grifo, al momento dello stop del campionato si trovava nella terra di nessuno, quindi fuori dai giochi. Il Governatore dell'Emilia ha rilasciato una interessante intervista circa la necessità di riprendere con il calcio e le attività sportive in genere. Non si tratta solo di soddisfare i desideri dei presidenti, ma di riavviare un meccanismo il cui indotto dà lavoro a tanta gente e non solo ai calciatori, versa nelle casse dello Stato parecchi soldi e rappresenta una discreta percentuale del PIL.

«È consentito l’allenamento in forma individuale di atleti professionisti e non professionisti riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato Italiano Paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento in strutture a porte chiuse, anche per gli atleti di discipline sportive non individuali».



Intervista rilasciata al CdS:
(Ivan Zazzaroni)

È il punto-chiave della sua ordinanza, governatore Bonaccini. Tutto è ripartito da lì. Dopo l’Emilia, si sono mossi il Lazio e la Campania, forse vi seguiranno il Veneto e la Toscana… Il ministro Spadafora non deve averla presa benissimo.
«Abbiamo agito nel pieno rispetto del decreto e delle specificità del ministro con il quale ieri mi sono sentito al telefono».

Cosa le ha detto?
«Ci siamo confrontati, altro non le posso dire. Noi abbiamo usato il buonsenso, prima di arrivare all’ordinanza ho parlato con i dirigenti di Bologna e Sassuolo e ci siamo trovati immediatamente su un punto, l’evidente riduzione del rischio se i calciatori si alleneranno individualmente e secondo criteri molto precisi in spazi chiusi e protetti piuttosto che in un parco pubblico. Mi ha fatto piacere che alcuni colleghi siano approdati con altrettanta rapidità e decisione alle stesse conclusioni... Non riesco a pensare a Ronaldo che corre al parco inseguito dai tifosi che gli chiedono l’autografo, non ce la faccio proprio. Buonsenso e conoscenza, niente di più. Il calcio è un patrimonio sociale del Paese, ha bisogno di attenzioni speciali per ciò che esprime e vale in termini economici e di popolarità. Glielo ripeto, non sono andato contro il ministro, che ha la mia fiducia. La regione Emilia-Romagna è permeata di sport, non solo di calcio, abbiamo peraltro quattro società che ci rappresentano in Serie A, un primato nazionale. Per noi lo sport è un veicolo importantissimo anche in termini di promozione del territorio, non a caso Davide Cassani collabora con noi. Siamo la regione che l’anno scorso ha organizzato il maggior numero di manifestazioni sportive, cinque tappe del Giro d’Italia con la partenza da Bologna, e non dimentico l’Europeo Under 21 con tre nostri stadi impegnati».

Non è un calcio fatto di passione quello che ripartirà a maggio? Forse, anzi probabilmente è così, ma guardate questi numeri:
Considerando tutto il Sistema Calcio (calcio professionistico+Figc+Leghe+campionati dilsttantistici e giovanili), il fatturato complessivo è pari a 4,7 miliardi di euro. Si tratta, secondo il Report Calcio, di una delle 10 principali industrie italiane, mentre a livello calcistico ha un impatto pari al 12% relativamente al PIL del calcio mondiale.
Ampia anche la rilevanza relativa al settore dello spettacolo: il volume generato dal calcio è pari al 35% rispetto al totale generato dallo spettacolo, contro il 10% del cinema e il 7% del teatro, con un impatto pari all’81% considerando solo gli sport.
Quanto vale il calcio in Italia, i numeri
Secondo l’algoritmo “Social Return On Investment Model”, l’impatto socio-economico del calcio italiano risulta pari nel 2017-2018 a circa 3,01 miliardi di euro. I settori coinvolti sono quello economico (742,1 milioni di contributo diretto all’economia nazionale), sociale (1.051,4 milioni di risparmio economico generato dai benefici prodotti dall’attività calcistica) e sanitario (1.215,5 milioni in termini di risparmio della spesa sanitaria), insieme a quello delle performance sportive.
A livello fiscale, nel 2016 la contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico ha sfiorato gli 1,2 miliardi di euro, confermando l’importante trend di crescita registrato negli ultimi anni; solo tra il 2006 e il 2016 il dato risulta in incremento del 37% in termini assoluti e del 3,2% su base media annua. La voce con la più alta incidenza riguarda le ritenute Irpef (50% del totale), seguite dall’Iva (21%), dalla contribuzione previdenziale Inps (12%), dalle scommesse sul calcio (11%) e dall’Irap (5%), mentre l’incidenza dell’Ires non supera l’1%.
Insomma un'industria che fa girare molti soldi e che non fa guadagnare solo alcuni privilegiati. Ma forse qualcuno non se ne era reso ancora conto.

Online Marco Perugia

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #1 il: Martedì 05 Maggio 2020, 20:06 »
Sembra ci sia in atto una vera rivoluzione del calcio professionistico italiano dalla serie B in giù. Ho letto qualcosa ma ancora non ho elementi per dare un giudizio. Sono convinto però che sia l'occasione giusta per migliorare un sistema che negli ultimi 20 anni ha dimostrato di non funzionare. Speriamo che chi deve decidere sia illuminato.

Offline Saint Just

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #2 il: Martedì 05 Maggio 2020, 21:11 »
ho letto addirittura di una A a 20 squadre ed una B con due gironi da 20 squadre per un totale di 60 squadre professionistiche.....non mi convince e non credo sia di facile attuazione
nella buona e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai

Offline Saint Just

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #3 il: Sabato 09 Maggio 2020, 21:36 »
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Offline Saint Just

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #4 il: Sabato 16 Maggio 2020, 16:57 »
Anche il Grifo si prepara alla ripartenza del campionato ( se riparte ).
Uniche certezze le assenze definitive di Barone e Fernandes, due oggetti misteriosi che non rimpiangeremo....
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Online Marco Perugia

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #5 il: Domenica 17 Maggio 2020, 12:47 »
In questo periodo ho letto qualche articolo con interviste a Santopadre e sempre si evince una grande preoccupazione per l'aspetto economico futuro.La sua onesta nell'ammettere le difficoltà è agli atti. Da sempre a tutte le critiche che venivano mosse al presidente ho sempre risposto che il problema era i pochi soldi rispetto agli obiettivi (personalmente senza fargliene mai una colpa) ed ora e ce ne saranno ancora meno sarà impossibile essere realmente ambiziosi; anzi sarà molto complicato anche salvare la pelle.
Quindi tutti i potenziali compratori del Perugia con capacità economiche e con competenze nettamente superiori a Santopadre che secondo alcuni erano in fila potrebbero trovare condizioni di acquisto più favorevoli.  Visto che sapete che ci sono e quindi anche chi sono è il momento di dirgli di farsi avanti e vista la loro solidità saranno anche meno in difficoltà rispetto a Santopadre.
Sennò poi non ci possiano lamentare, anzi ci sarà da sostenere come non mai il Presidente.
Io che invece non ho contezza dell'esistenza di questi compratori per essere più competitivi consiglio al Presidente di cercare e trovare dei soci e con umiltà organizzare una società con una multiproprietà al comando e mettere nei vari ruoli dei responsabili (direttore generale, direttore area tecnica, direttore sportivo ecc.).
« Ultima modifica: Domenica 17 Maggio 2020, 15:03 da Marco Perugia »

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #6 il: Domenica 17 Maggio 2020, 19:26 »
In questo periodo ho letto qualche articolo con interviste a Santopadre e sempre si evince una grande preoccupazione per l'aspetto economico futuro.La sua onesta nell'ammettere le difficoltà è agli atti. Da sempre a tutte le critiche che venivano mosse al presidente ho sempre risposto che il problema era i pochi soldi rispetto agli obiettivi (personalmente senza fargliene mai una colpa) ed ora e ce ne saranno ancora meno sarà impossibile essere realmente ambiziosi; anzi sarà molto complicato anche salvare la pelle.
Quindi tutti i potenziali compratori del Perugia con capacità economiche e con competenze nettamente superiori a Santopadre che secondo alcuni erano in fila potrebbero trovare condizioni di acquisto più favorevoli.  Visto che sapete che ci sono e quindi anche chi sono è il momento di dirgli di farsi avanti e vista la loro solidità saranno anche meno in difficoltà rispetto a Santopadre.
Sennò poi non ci possiano lamentare, anzi ci sarà da sostenere come non mai il Presidente.
Io che invece non ho contezza dell'esistenza di questi compratori per essere più competitivi consiglio al Presidente di cercare e trovare dei soci e con umiltà organizzare una società con una multiproprietà al comando e mettere nei vari ruoli dei responsabili (direttore generale, direttore area tecnica, direttore sportivo ecc.).

condivido. Personalmente non ho rimproverato altro che la disparità tra promesse roboanti e operazioni di basso profilo per gli obiettivi dichiarati, il resto è fuffa. Sempre detto che Santopadre al momento offre ancora le migliori garanzie di permanenza in serie B ( dopo averla conquistata, merito che continuo a riconoscrgli ), da me mai disprezzata....se poi si va avanti con Cosmi, si confermano quanti più possibile della attuale rosa  e si mantiente un profilo consono agli obiettivi possibili, sono il primo a difendere il Presidente ....
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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #7 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 02:08 »
Sfasamento tra dichiarazioni e fatti mi sembra sia uno sport praticato da chi ha posizioni e per cose ben più importanti del Presidente del Perugia.
Anche li però mancano i soldi. Gira che ti rigira sempre di quelli parliamo.

Online stefano suprani

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #8 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 17:49 »
Il calcio cambierà come tutto il resto d'altronde ed è solo l'ultima cosa che cambierà. Penso alle tante attività medie e piccole che chiuderanno, cominciando dai ristoranti che sono secondo me la categoria piu' a rischio e una percentuale importante del PIL in Italia. Forse in Umbria non c'è la percezione dei danni che ha provocato il virus come invece si percepisce qui al nord dove morti e feriti sono tantissimi e con loro c'è il terrore dei sopravissuti a riprendere la vita normale che se tornerà, e ce lo auguriamo di cuore ovviamente, lo farà solo con il tempo e lasciando strascichi economici rovinosi. Non abbiamo una lira se pensate che a parte i proclami infondati del governo non sono ancora disponibili nemmeno le mascherine, la maggior parte delle quali fabbricate da improvvisati artigiani ingegnose, tantomeno i tamponi e i test sierologici, ovvero il minimo sindacale delle armi per affrontare il nemico. I soldi promessi arriveranno in prestito dall'Europa alle condizioni che stabiliranno loro e che se va bene significherà stampare moneta a debito e ritrovarci con l'inflazione alle stelle e posti di lavoro bruciati. In questo scenario pensare al calcio a me proprio non mi riesce e francamente di un campionato giocato a queste condizioni penso che possa interessare a pochi. Ritengo che ci sarà un ridimensionamento generale di tutto il movimento che forse era anche necessario e dovremo aspettare per vedere che cosa verra' fuori, ma sentire le società di calcio che chiedono aiuti allo Stato o giocatori che nicchiano a ridursi i compensi in questo quadro generale mi fa venire il vomito, sarò io fuori dal coro.   

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #9 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 20:38 »
Legittimo il tuo pensiero ma la vita dovrà andare avanti. Anche il calcio. Ridimensionato, riorganizzato ecc. ecc. ma riprenderà come tutto il resto e come è giusto. Non sò quando ma riprenderà e allora ho espresso il mio pensiero commentando il grido di allarme del Presidente.
Sugli aiuti che anche il mondo del calcio chiede,  come ogni altro settore,  non ci vedo nulla di male. Ricordiamo che c'e gente che ci vive garzie al calcio e non sono tutti milionari... anzi tutt'altro.
« Ultima modifica: Lunedì 18 Maggio 2020, 20:41 da Marco Perugia »

Online stefano suprani

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #10 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 22:18 »
È una questione di priorità, prima si aiutino quelli che muoiono perché chiudono e poi quelli che chiedono 400 mila euro per finire il campionato. La cassa integrazione non riescono a pagarla i bonus li anticipano i datori di lavoro, il pallone che si sgonfi da solo, con tutto il rispetto.

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #11 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 22:28 »
Giusto. Ma il custode, gli impiegati, il giardiniere ecc ecc.. dovranno mangiare anche loro.
E cmq io parlavo di altro. Hai cambiato discorso. Io ho solo amplificato il grido di aiuto del Presidente e visto che in passato si è scritto che c'erano compratori bravi e solidi economicamente magari è il momento giusto che si facciano avanti.
« Ultima modifica: Lunedì 18 Maggio 2020, 22:58 da Marco Perugia »

Online stefano suprani

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #12 il: Lunedì 18 Maggio 2020, 23:36 »
No  non è il momento  giusto  per chi vuole comprare,  adesso è  il momento giusto per chi vuole lasciare.

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #13 il: Martedì 19 Maggio 2020, 12:05 »
No  non è il momento  giusto  per chi vuole comprare,  adesso è  il momento giusto per chi vuole lasciare.

è una legge di mercato. se il venditore ha "esigenza" di vendere vende ad un prezzo inferiore.

Non vorrei che il vero problema è che non c'è la fila di interessati che qualcuno ha detto. Poi fila? già 1 solo sarebbe una notizia.
Cmq attendo aggiornamenti dai ben informati.
« Ultima modifica: Martedì 19 Maggio 2020, 12:11 da Marco Perugia »

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Re:Si riparte, ma ...
« Risposta #14 il: Martedì 19 Maggio 2020, 13:12 »
parlando con l'amico Ettore Bertolini più volte in passato, a me risulta diversi anni fa fosse pervenuta a Santopadre  una sola offerta, del tutto inadeguata, se poi è stata davvero avanzata o si sia limitata ad un sondaggio non saprei....dopo di allora più niente....ma non sono un ben informato e non ho altre fonti per così dire....
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