Autore Topic: Ė dura, ma ne verremo fuori.  (Letto 31 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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Ė dura, ma ne verremo fuori.
« il: Sabato 21 Marzo 2020, 10:41 »
In una situazione come quella che stiamo vivendo, con famiglie in difficoltà economiche, attività chiuse, dipendenti a casa, spesso senza stipendio, o con tagli sensibili alle proprie entrate, in un quadro generale che non promette nulla di buono , almeno a breve termine, si può stare tranquillamente senza sport, in genere, senza calcio, in particolare, e senza la corsetta in tuta firmata, per le strade cittadine. I sacrifici cui siamo chiamati non sono questi. I sacrifici, quelli veri, li stanno affrontando coloro i quali, devono centellinare i pochi soldi che entrano in casa per gli acquisti di prima necessità. Facile parlare dal balcone di una villa, come ha fatto un noto industriale, che fattura milioni di euro nel mondo, dispensano perle di filosofica saggezza. Piu dura è mandare avanti la baracca, quando hai due, tre figli che magari con un solo tablet o pc per tutti, devono seguire le lezioni di didattica a distanza, che dovrebbero, nelle intenzioni della Ministra Azzolina e dei DS, generali distaccati, tappare una voragine, che si è aperta nel sistema scolastico italiano, e che ora si dimostra drammatica in tutta la sua ampiezza. Videoconferenze e DAD, che non sono alla portata di tutti i ragazzi. Perc ovvi motivi: non tutti dispongono di connessioni ad alta velocità, di tablet o pc adeguati, che devono condividere con fratelli o con gli stessi genitori che magari lavorano da casa. Per non parlare dei ragazzi con difficoltà o con disabilità di vario genere. Diritto allo studio? Certo! Ma se è pur vero che l'art 34 della Costituzione, è chiaro e validissimo sulla carta, nella realtà diventa difficile da applicare, tanto più in situazioni di emergenza totale come quella che stiamo vivendo. I "ricchi" se la cavano sempre, La povera gente se la prende sempre in quel posto. Gli esclusi e gli emarginati rischiano di esserlo sempre di più. Democrazia inapplicata. Possiamo tranquillamente rinunciare agli sport. Resta viva la voglia di tornare allo stadio, a seguire la propria squadra del cuore, magari di sera, col brutto tempo e soffrendo per una sconfitta. Lo rifaremo, prima o poi, ma si tratta di un piccolo sacrificio da nulla, rispetto a quelli che devono affrontare coloro i quali, medici o infermieri che siano, combattono quotidianamente, al fronte, o quelli che non hanno più un lavoro né i soldi per tirare avanti. "Stringiamoci a coorte", recita un passo del nostro Inno Nazionale. Prima o poi, finirà. Deve finire. Forza gente!



Offline Saint Just

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Re:Ė dura, ma ne verremo fuori.
« Risposta #1 il: Martedì 24 Marzo 2020, 16:08 »
se chiudono i benzinai, come faranno i tir a provvedere al rifornimento alimentare dei supermercati, come potranno quelli del personale sanitario sul territorio a spostarsi di svariati km per aiutare anziani allettati in difficoltà e che necessitano di cure domiciliari anche e forse ancor più di questi tempi, come si potrà chiedere ancora alla gente di rimanere in casa senza viveri?
nella buona e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai