Autore Topic: Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria ...  (Letto 2015 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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“Troppo facilmente si dà del birbante, a cui la sorte è contraria, come del galantuomo a cui la sorte sorrise”. Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64). Un aforisma perfetto che si addice alla situazione attuale del Perugia. Che il Grifo sia, in parte, responsabile della propria sorte contraria è arcinoto a tutti, ed in molti, addetti ai lavori o meno, ce lo hanno ricordato in più occasioni. Errori dal dischetto, pali presi, gol mangiati, svarioni sotto porta, regali difensivi e quant’altro sono stati elencati, analizzati, commentati e attribuiti al rispettivo responsabile. A tutto ciò si aggiungono le squalifiche, gli infortuni e le indisposizioni fisiche più banali (influenza di Massoni); speriamo che almeno questi guai non giustifichino ancora l’attribuzione di “birbante” che merita colui al  quale la sorte è contraria, per dirla alla Dossi. Dicara, con schiettezza e semplicità, in conferenza stampa è ritornato sul passato recente, sulla voglia di riscatto del Perugia e sulle difficoltà legate alle assenze. Diciotto i convocati contati, con Stillo in porta, Sini e Comotto centrali, stanti le indisponibilità di Scagnamiglio, Massoni e Barison, c’è da decidere chi andrà sugli esterni bassi; candidati al ruolo di terzino Moscati, Daffara e Vitofrancesco, in mezzo al campo Nicco e Felipe più l’escluso dal terzetto di difesa; in avanti, per fortuna, c’è l’imbarazzo della scelta, visto che sono tutti presenti, cioè sei per tre maglie: Fabinho, Eusepi, Insigne, Mazzeo, Sprocati e il rientrate Aveni.