Le parole di Comotto

Aperto da Marco Casavecchia, 23 Maggio 2022, 10:00:33

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Marco Casavecchia

Tranne tre Società, ovverosia quelle che saliranno in A, più o meno, tutte le altre avrebbero fallito secondo questi presupposti. Vigorito non ha mai parlato di campionato da vincere, ma di obbiettivo play off. Quindi non capisco quale sia il fallimento di Caserta. Lo vede, forse, qualche giornalista da "pensiero unico", forse per compiacere il "boss". Del resto quando mai si è visto citare ad ogni piè sospinto le stesse fonti giornalistiche che, in teoria, dovrebbero essere in concorrenza tra loro per sostenere e corroborare la stessa tesi? Caserta, tra l'altro, ha dovuto gestire una rosa sulla carta forte in due reparti su tre, con una difesa spesso incerta e responsabile di diverse "toppate". Ha avuto la grana Lapadula, messogli fuori rosa dalla Società e diversi infortuni di rilievo, non ultimo quello di Forte. Ma a noi di Caserta e del Benevento non dovrebbe interessare, quindi, mettere in risalto il "fallimento" di Caserta può avere un solo fine. Alvini ha fatto il suo, con quello che ha avuto a disposizione, ma è anche vero che il rendimento del Perugia formato "domesticus", è stato largamente deludente rispetto al Perugia formato "viator". Lo dicono i numeri, i quali non hanno simpatie o antipatie per alcuno. A qualcuno non è piaciuto il gioco del Perugia di Caserta che, tuttavia, ci ha riportato in B, nonostante mille difficoltà, una rosa inizialmente inadatta e senza un supporto da parte del pubblico e nemmeno sostegno da parte della società che, ad un certo punto, era intenzionata a sostituirlo (è noto infatti l'interessamento di Giannitti per altri tecnici papabili). Non a caso Caserta, ai saluti, ha detto che nemmeno il Presidente ci credeva nella promozione. Ma Caserta ha conquistato la B e questo basta. Alvini pratica il suo gioco. A me non entusiasma e mi sembra più volto a distruggere che a creare. Poche opzioni per andare in gol (non a caso il Perugia ha segnato pochissimo), poche soluzioni da fuori area, quasi nessun gol dai centrocampisti, poca fantasia nel calciare le punizioni, poche reti degli attaccanti. Non riesco a comprendere lo scarso impiego di Beghetto terzino sinistro dal piede educato e il non utilizzo di D'Urso, due giocatori indicati come "colpi" invernali dalla solita stampa. Eppure il gol di Brescia (cross di Beghetto e inserimento di Kouan) ci ricorda che il calcio non è poi così complicato: cross dal fondo e colpo di testa. Se ci fosse stato Lisi, quel gol non lo avremmo segnato. Riconosco ad Alvini la carica che trasmette, la convinzione cieca in quello che fa e la capacità di trasmettere le idee al gruppo che forma, ma io preferisco un altro tipo di calcio. Ovvio, poi, che giocare con Dell'Orco è una cosa, mentre schierare "braccetto di sinistra" Zanandrea, un'altra, che De Luca è una cosa, Carretta un'altra, che Burrai (quello di oggi) non è il Burrai che ha avuto Caserta, che Segre, in B, può fare la differenza, che senza vere punte non si va lontano, ma allora questo discorso vale per chiunque e il gioco lo fanno i giocatori con la loro qualità e non solo il tecnico, che può metterci del suo, e compensare certe lacune di squadra, ma di ciambelle senza buco ne abbiamo viste diverse. Ogni stagione fa storia a sé. Quest'anno è andata bene, ma ripetersi o migliorarsi non è facile. Se Alvini resterà, come è probabile che sia, lui stesso non dovrà accontentarsi di ciò che gli passerà il convento, ma farsi prendere quei giocatori utili alla causa e non per riempire i sedili della panchina lunga.
Solo chi attraversa il deserto, raggiunge l'oasi

Marco Perugia

l'articolo più schifoso è quello su Caserta che avrebbe fallito....1) non ha fallito perchè Pisa e Monza hanno organici superiori o quantomeno non inferiori e lui è arrivato subito dietro. 2) spalare ancora merda su chi ci ha riportato in B con una squadra monca è da pezzenti d'animo ....e di questo "giornalisno" servile e di propaganda, ignorante, becero e aggressivo allo stesso tempo,  ne abbiamo in Italia pieni i coglioni.
Viva Tedeschini tutta la vita. Non sono lui,  quindi non posso sottoscrivere il 100% di quanto afferma, ma almeno è un giornalista che merita grande rispetto


.......
Soffri di protagonismo. Nessuno parlava di te.
Questo sopra era il tema.
Il paragone tra due giornalisti.
Io ho definito male entrambi i comportamenti.

Marco Perugia

#17
Di Caserta giuro mi frega una cippa. Ho solo constato che dopo Perugia (come fu già per molti prima di lui) la.sua carriera rischia di incepparsi. Di sicuro quest'anno non si messo in luce come tecnico, cosa che invece ha fatto a Perugia, tanto da valergli la chiamata di una squadra con ambizioni e budget nettamente superiore. Magari avrà un'altra chance e la sfrutterà o magari no.
Alvini piaccia o no invece esce da questo campionato "valorizzato" e apprezzato anche a livello nazionale per il lavoro svolto a Perugia.

Marco Casavecchia

Ma chi ti dice che anche lui, in una ipotetica avventura lontano da Perugia, non possa subire stessa sorte? Dici che Alvini esce valorizzato da questa esperienza perugina, ma lo furono anche Bucchi e Caserta, altrimenti non sarebbero stati chiamati da club più facoltosi o importanti. Vedremo cosa gli offrirà il futuro. Certo è che ambizione ne ha e se vuol arrivare alla serie A, temo dovrà lasciare Perugia. Alla sua età non può lasciarsi sfuggire nessuna opzione.
Solo chi attraversa il deserto, raggiunge l'oasi

stefano suprani

Io credo che a Perugia possano essere valorizzati quasi tutti i tecnici al punto che le plusvalenze si fanno proprio con loro e non con i calciatori che sono tutti in prestito quelli appetibili.
Non essendoci un vero obiettivo da raggiungere se non la salvezza ed allestendo rose incomplete e con poca qualità è evidente che basta poco per sorprendere gli addetti ai lavori e guadagnare consensi. Diverso sarebbe stato se ad esempio santopadre avesse posto come primo obiettivo il raggiungimento dei play off, come poteva fare dopo il mercato di riparazione, in quel caso Alvini lo avrebbe raggiunto all'ultimo respiro con tanta fortuna e nessuno si sarebbe rotolato di gioia. Sono convinto che non lo avrebbe puntato nessuno. Questo per dire che a volte certi casi sono montati,magari abbiamo una compagna di scuola carina ma non la notiamo perché porta i jeans, un giorno si mette la minigonna e non capiamo più niente.

Marco Casavecchia

Infatti ai miei tempi, al Liceo, la nostra prof.ssa di Francese, portava sempre in classe studentesse di madre lingua come lettrici. Tutte con gonne e camicette. Le lezioni più seguite ... mentre le sue si faticava a seguirle.  ;)
Solo chi attraversa il deserto, raggiunge l'oasi

Marco Perugia

#21
Perché gli osservatori professionisti (ds, dg ecc.) giudicano in base alle parole della società?
Io non credo.
Credo che chi ha notato bucchi o Caserta lo ha fatto perché hanno valutato buono il lavoro svolto in funzione della rosa a disposizione e al tipo di calcio proposto.
Seguendo il tuo ragionamento se il presidente del Verona con la rosa di quest'anno aveva dichiarato obiettivo qualificazione alle coppe il lavoro di tudor sarebbe stato giudicato negativo perché poi  non l'ha raggiunta?
Tornando ai Perugia avrebbero potuto dichiarare play off dopo il mercato di riparazione? Forse ma faccio notare che gli arrivati sono stati criticati: ("olivieri non segna, se era bono il Lecce lo teneva") ("d'Urso è bravo ma viene da un periodo no causa problemi personali ") ("beghetto non è più quello di prima"), e cmq se anche lo avrebbero potuto dichiarare è solo perché il girone di andata, prima del mercato di riparazione, è stato fatto molto bene, sopra ogni aspettativa, da trovarsi a ridosso della zona play off

Marco Casavecchia

Infatti Bucchi e Caserta sono stati notati per il loro lavoro. Che poi non si siano ripetuti in altre piazze è un altro discorso, ma sputare sentenze, scrivere articoli di un certo genere, o sbeffeggiarli mi sembra ridicolo. Lo si fa perché avrebbero tradito la piazza o la Società chiedendo di andarsene? Si può biasimare chi, non avendo più tanto sostegno dalla dirigenza, ma anzi sentendosi quasi sfiduciato non crede di poter più lavorare a certe condizioni? Bucchi già aveva avuto sentore che qualcosa non funzionava con Goretti dopo i dubbi sul mercato invernale (e già Giunti frequentava la tribuna d'onore...). È noto che Giannitti stava cercando un sostituto di Caserta nel periodo più difficile della sua gestione tecnica. Riguardo al mercato di quest'anno è stata la stampa a parlare di grandi colpi. Ma il tecnico non mi sembra abbia impiegato gli acquisti come forse qualcuno sperava. Beghetto col contagocce e infatti non mi sembra si riparli di un suo ritorno, D'Urso non ha quasi mai giocato, perché Alvini gli ha sempre preferito Santoro o Kouan, nonostante qualche giornalista scriva di lui come punto fermo per il futuro. Olivieri ha segnato cinque gol (di cui due a porta vuota) e ha confermato di non essere il sostituto di De Luca. In 38 partite, quest'anno, tra Lecce e Perugia si è confermato poco prolifico. I numeri quello dicevano e quello hanno ribadito. Possiamo definirlo un mercato significativo? Non credo. Detto questo merito ad Alvini per il lavoro svolto e i risultati conseguiti, anche se il raro impiego di D'Urso e quello modesto di Beghetto mi lasciano perplesso. Se Alvini dovesse accettare una (credo, poco probabile) offerta da una Società di A o di B, con altre ambizioni o prospettive, non lo biasimerei, né lo considererei un traditore. Si tratta di lavoro, crescita professionale e opportunità, oltre che di un possibile vantaggio economico.   
Solo chi attraversa il deserto, raggiunge l'oasi

Marco Perugia

#23
Giusto Prof. condivido cosa dici.
Però in virtù del fatto che non siamo tutti uguali io riesco a capire anche i tifosi che si sono sentiti traditi da Bucchi o da Caserta e si sentirebbero "traditi" da Alvini.
Bucchi è stata una chiamata dalla serie A quindi decisamente più comprensibile.

Marco Casavecchia

#24
Caro Marco, capisco il sentimento che si possa provare per un addio ad un tecnico, o ad un giocatore, che si apprezza o al quale si è affezionati, ma anche il più incallito tra i tifosi non può non tener conto delle aspirazioni di un professionista. Vedi, anche io nel mio piccolo ho dovuto lasciare delle scuole nelle quali lavoravo bene, avendo un ottimo rapporto personale, di stima e rispetto, con dirigenti, colleghi e famiglie, perché si trattava di nomine annuali (un po' come capita per i prestiti dei giocatori). Un anno, invece, e purtroppo, le cose cambiarono e l'arrivo di un dirigente, egocentrico e autoreferenziale, rovinò quanto di buono, io ed i miei colleghi avevamo costruito negli anni. Fu con immenso dispiacere che dovetti chiedere il trasferimento ad altra sede. Studenti e famiglie non la presero bene e sul momento non capirono. Fu necessario del tempo e l'evolversi di certe situazioni per far comprendere loro le mie motivazioni. Credo che la verità vera su certi addii o interruzioni di rapporti, non la sapremo mai. Solo gli interpreti la conoscono. Quindi dare la colpa ad una sola delle parti in causa non credo sia obiettivo. Aspetto economico? Sicuramente. Rapporti non più idilliaci? Anche. Un po' di delusione per risultati mancati (può valere per Bucchi, non per Caserta). Opportunità da non perdere? Certo. Se Alvini se ne dovesse andare (cosa che ritengo ancora poco probabile), perché gli si apre una prospettiva economica e professionale interessante, non lo biasimerei, né lo riterrei traditore della Patria (non meriterebbe di essere collocato nel IX cerchio dell'Inferno dantesco). Dopo oltre venti anni di carriera un buon contratto credo se lo sarebbe guadagnato e restando a Perugia, certe cifre non le vedrebbe. Resterà per passione? Riconoscenza? Affetto? Ma con quali prospettive? La A col Perugia? Speriamo.
Solo chi attraversa il deserto, raggiunge l'oasi

grifogatto

E adesso pure il team manager si chiama Massimiliano
 :'(
Si andrà avanti finché tutti i membri di società e squadra avranno lo stesso nome.
È la programmazione, baby...
 :D

grifogatto


Saint Just

https://www.alfredopedulla.com/esclusiva-cremonese-in-pressing-su-alvini/

mentre Pecchia da Cremona a Parma.....

io non mi stupisco nè sorprendo più di niente, anzi fossi Santopadre valuterei l'offerta
Nella buona  e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai.

"Quelli che passano la vita facendo rivoluzioni a metà non fanno altro che scavarsi la fossa."
( Louis de Saint Just)


grifogatto

Sicuramente più saggio di molti altri presidenti e dei suoi "tifosi": non rinuncia ai suoi principi.