Autore Topic: Tanto per ... sparlare  (Letto 106 volte)

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Online Marco Casavecchia

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Tanto per ... sparlare
« il: Martedì 14 Maggio 2019, 20:27 »
Visto che questo è uno spazio privato, anche se ad uso pubblico, vorrei, tra il serio e il faceto, replicare ad un paio di simpatici telespettatori che, domenica pomeriggio, nel corso della trasmissione Contropiede, condotta da Giordano Baccarelli, alla quale sono stato invitato dallo stesso conduttore (sua la responsabilità della scelta degli ospiti), si sono tanto interessati alla mia persona, fino a dedicarmi parte del loro tempo, inviandomi un paio di messaggi (rigorosamente anonimi) che sono apparsi in video. Uno di questi messaggi, altro non era che una simpatica provocazione in merito alla conoscenza della storia del calcio e delle sue origini, successiva ad una mia domanda sul perché il numero dei giocatori dei una squadra di calcio sia prorpio undici. La domanda riguaradava il secolo in cui è nato il calcio e il luogo che ha dato le origini a questo sport. Mi dispiace per il telespettatore, ma ribadisco che il calcio è nato "ufficialmente" nel XIX secolo e il primo tentativo di codifica o di redazione di un regolamento risale al 1820 a Cambridge (https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_del_calcio - https://it.wikiversity.org/wiki/Breve_storia_del_calcio). Quindi niente settecento (ovvero XVIII secolo) come sostenuto da questo telespettatore. Settecento che invece è il periodo storico nel quale è stato riabilitato dal un principe scozzese, che permise che si rigiocasse di nuovo dopo il divieto che era stato imposto data la violenza nella quale spesso sfociava. Come si può facimente constatare leggendo anche altre fonti oltre quelle citate, un primo tentativo di unificazione si ebbe con le 14 regole, quando al Trinity College di Cambridge si riunirono giocatori in rappresentanza di diversi istituti per stilare una prima bozza del regolamento del gioco del football. Ma è solo nel 1863, e precisamente il 26 ottobre, che il calcio ha riscontro istituzionale. A Londra, in Great Queen Street presso la Free Mason's Tavern (la taverna dei Framassoni o dei Liberi Muratori), si danno appuntamento i rappresentanti di undici club e associazioni sportive londinesi per creare la prima federazione calcistica nazionale, una struttura unitaria che prenderà il nome di Football Association. Il giuoco del calcio ha però origini antichissime, risale, infatti al II secolo a.C. in Cina e Giappone. Si hanno notizie tracce di tale sport praticato in Grecia, a Roma, presso le popolazioni precolombiane, seppur con finalità e modalità del tutto differenti. Capitolo chiuso, quindi.
Il secondo messaggio, invece, merita una più ampia riflessione. Più o meno il testo diceva questo: "A che titolo parla il Prof. Casavecchia? Non è un tifoso. Sparla. Critica Santopadre ma poi quando lo incontra fa l'agnello". Ora, come solevano ripetere i latini: "Os stulti contritio eius". In questo caso non potendo il coraggioso telespettatore (rigorosamente anonimo) interloquire direttamente con il sottoscritto, ha inviato il messaggio via cellulare. Vorrei chiarire un paio di cosette, forse tre.
Primo: parlo a titolo personale, da tifoso, perché lo sono da una vita o quasi. Parlano per me i numerosi anni di abbonamento, le partite vista al Santa Giuliana, tra le quali quella storica della promozione in B,  il 21 maggio 1967, quando un perugino doc, l'ala Eros Lolli, siglò la rete decisiva contro la Sambenedettese. Avevo poco più di una decina di anni. Basta per essere tifoso? Basta l'esserci stato in C2, quando al Curi a vedere perdere il Grifo contro la Vis Pesaro, con due gol di Marco Nappi (attaccante poi passato al Genoa) eravamo una manciata di "coglioni"? Basta averci creduto e crederci ancora, nonostante i fallimenti, il calcioscommesse (da Trinca e Cruciani, a Ghini al cavallo di Gaucci?). Basta tutto questo per fare del Prof Casavecchia un tifoso, che PAGA per entare al Curi, non gode né di regalie, né di sconti, né di omaggi? BAsta e avanza!
Secondo: NON SPARLO di nessuno, altrimenti mi sarei beccato qualche querela come capita a chi diffama il prossimo, ed io non ho mai diffamato nessuno. Se non condivido quello che fa la Società in merito a scelte di tecnici, giocatori, se non condivido la politica della campagna acquisti o se non condivido il modo nel quale viene gestito altro, tipo la comunicazione mediatica o altro, penso, da libero cittadino, di avere il diritto di poter esprimere il mio dissenso, educatamente, civilmente e serenamente. Finché sarà possibile. Non per questo si è meno tifosi. Anzi, è proprio perché uno ama la squadra della propria città, che si permette di fare anche un po' di sana e obiettiva critica costruttiva. Come un padre di famiglia dovrebbe allungare qualche volta qualche scappellotto al proprio figlio se e quando necessario, così, per analogia, il tifoso non può chiudere gli occhi davanti a tutto in nome di non si sa cosa. Allo stadio si tifa, in altre sedi si discute. Sennò verrebbe da pensare che l'assenza di critica è condizionata da mancanza di libertà di pensiero.
Terzo: questione agnello nei confronti di Santopadre. Boh? Questa è quella che capisco di meno. HO incontrato Santoipadre diverse volte, gli ho posto domande, in modo EDUCATO e CORRETTO (cosa dovrebbe fare uno aggredire verbalmente il prossimo o usare toni maleducati e provocatori?). Alle domande poste, talvolta ha risposto esaudientemente, altre è stato un po' vago ed elusivo. Del resto non faccio il giornalista, no sta a me fare certe domande anche scomode. L'utlima volta che ci siamo visto in TV gli ho chiesto tre cose:
1) se avesse intenzione di vendere Magnani e Di Carmine
2) se non sarebbe il caso di investire sulle giovanili per crearci un serbataio di plusvalenze fatte in casa
3) se non fosse il caso di scegliere prima dei calciatori, gli uomini con carattere e serietà
Le risposte le ha date, le hanno udite tutti.
Avrei voluto chiedere altro: cosa è successo nello spogliatoio di Brescia? Perché dopo un avvio entusiasmante e promettente il giocattolo si è rotto all'improvviso? Perché dopo aver tanto elogiato Breda, lo ha sostituito con Nesta? Cosa successe nella notte del rientro da La Spezia? E' vero che qualche giocatore da quel giorno non è stato più lo stesso? Cosa è accaduto a Mustacchio e Moscati, arrivati a Perugia, dopo un notevole esborso di soldi, ed ora quasi separati in casa? Non è stato possibile. Forse non lo sarà mai. Sono sicuro che avendone la possibilità, Massimiliano, risponderebbe a me o a chiunque altro con chiarezza e decisione. Essere educati è essere agnelli? O agnello è chi scrive messaggi anonimi, insulti ed epiteti o viene a scrivere qui per provocare, nascondendo la propria identità dietro un nick o un IP? Leoni da tastiera? Io ci metto nome e cognome. Altri no. C'è differenza, mi pare.

Offline Saint Just

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Re:Tanto per ... sparlare
« Risposta #1 il: Martedì 14 Maggio 2019, 21:40 »
Nappi ne segnò uno e tanto bastò, c'ero anche io tra quei pochi coglioni. Condivido il tuo sfogo ma l'invidia e l'ignoranza sono brutte gatte da pelare....

Non ti curar di loro, un abbraccio fraterno
nella buona e nella cattiva sorte la bandiera del Grifo non si ammaina mai

Offline stefano suprani

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Re:Tanto per ... sparlare
« Risposta #2 il: Martedì 14 Maggio 2019, 22:39 »
Ho già avuto il privilegio di condividere con te questi argomenti e sai come la penso. Personalmente ritengo che tu, pur essendo un tifoso del Grifo fino al midollo, rappresenti una risorsa rara e preziosa della peruginita per competenza, equilibrio e memoria storica. Continua a pensare con la tua testa, tutto il resto è noia.

Offline grifogatto

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Re:Tanto per ... sparlare
« Risposta #3 il: Martedì 14 Maggio 2019, 22:47 »
Per un vecchio reduce sessantottino come me (ero anch'io a vedere il goal di Eros Lolli e successivamente invadere il Santa Giuliana con la bandiera fatta in casa) questo è l'unico spazio dove poter venire a discutere della squadra del cuore e scambiare idee con gente che unisce la passione al cervello.
Quindi grazie !  :-X  ;D