Autore Topic: Una massima del compianto presidente Ghini  (Letto 282 volte)

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Offline Marco Casavecchia

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Una massima del compianto presidente Ghini
« il: Martedì 18 Aprile 2017, 18:32 »
Uno dei più amati e controversi presidenti del Grifo di qualche decennio fa, il Cav. Ghini, amava ripetere spesso questa frase: "Persi i soldi, nulla è perduto, perso l'onore molto è perduto, perso il coraggio, tutto è perduto". Ma il Perugia di oggi, cosa ha perduto rispetto a quello di qualche settimana fa? Difficile dirlo, ma guardando i risultati delle ultime giornate, di sicuro qualcosa ha smarrito. Il gioco? Forse. La condizione psico-fisica? Probabile. Molto più semplicemente, a nostro avviso, il Grifo ha dato tutto quello che poteva e forse anche di più, ed ora è un po' a corto di fiato e di idee. Lo è, perché, come abbiamo sempre affermato, la rosa biancorossa, rispetto a molte altre, è corta e non del tutto ben assortita. Pochi centrocampisti, la mancanza di un vero regista di spessore, la mancanza di un'ala con caratteristiche diverse, magari più sgusciante e veloce di Guberti, Mustacchio e Nicastro, qualche difensore centrale dai piedi meno ruvidi e un reparto avanzato con una signora punta come le hanno quasi tutte le squadre che precedono il Grifo in classifica ed anche qualcuna di quelle che lo seguono. Non crediamo che il Perugia allestito a giugno e corretto (di poco) a gennaio, potesse far meglio di così. In un campionato mediocre, in cui nemmeno perdere una gara a Trapani e pareggiarne due in casa ti fa perdere il sesto posto, il rammarico per quello che poteva essere e che non è stato, è grande. Di chi le colpe? Di tutti e di nessuno, in fondo. La società non ha colpe se le finanze non le consentono di fare di più, semmai ha una la colpa di continuare a fare proclami di promozione, sapendo che sono troppi gli elementi aleatori su cui punta perché il colpaccio riesca. Troppi cambi di giocatori, allenatori, preparatori e strategie in campagna acquisti. Si dice che il Presidente lo faccia per caricare l'ambiente e per fare abbonamenti, ma alla lunga questa politica pagherà? O magari la gente comincerà a stancarsi delle tante promesse e non crederà più alle intenzioni, che troppo spesso rimangono tali? Colpa di giocatori che sono privi di certe qualità? Se il coraggio o la grinta non ce l'hai, non te li inventi. Semmai sarebbero dovuti arrivare altri giocatori con tali caratteristiche, ma qui ritorniamo al modo di fare mercato, spesso last minute, e dei pochi lilleri da investire. Alcuni elementi poi sono sembrati stanchi, logori per l'età o gli acciacchi, sfiduciati o poco motivati. Ma bastano le rampogne presidenziali per cambiare il trend e l'inerzia del campionato? A ben vedere, la partita di Trapani, condita da una sconfitta, sembrerebbe dire di no. Bucchi non è più nelle grazie del Presidente e comincia a fare catenaccio (verbale) alla Bisoli? Può essere, ma a nostro avviso ha fatto tanto, con poco e almeno sul piano del gioco si è visto qualcosa di meno noioso e avvilente rispetto al passato. Il mercato di gennaio ha portato: Dossena (una presenza), Fazzi (col contagocce), Mustacchio (400 milioni ben spesi?), Terrani (acerbo?), Forte (in naftalina come Bianchi). Testardo anche Bucchi? Forse. Detto, infine, che probabilmente non si disputeranno nemmeno i play off, archivieremo, con molta probabilità questa stagione, con l'etichetta del "avrei voluto, ma non ho potuto". Magari poi, il Perugia infilerà un filotto d'oro con Novara, Verona e Pro Vercelli e saremo costretti (magari!) a rivedere tutto, smentiti clamorosamente dai fatti. Magari fosse, ma non ci facciamo soverchie illusioni. Comunque andrà a finire, la B è in tasca, e questo è quanto ci si augurava, visti anche i funesti presagi di alcuni pessimisti, e probabilmente forse qualcuno finirà per aprire gli occhi e cominciare a mettere i protagonisti dinnanzi alle proprie responsabilità (dai vertici societari fino all'ultimo dei magazzinieri) come già qualche addetto ai lavori sta cominciando a fare (per conferme ascoltate le interviste di Daniele Orlandi su Tifogrifo con le voci dalla tribuna stampa). Per il prossimo anno, prevediamo: un nuovo  tecnico in panchina (o un ritorno?), una rivoluzione per quanto riguarda la rosa (anche perché ci sarà da ricostruire l'intero centrocampo e buona parte della difesa e dell'attacco), e le solite promesse di promozione in A. Si accettano scommesse.
« Ultima modifica: Martedì 18 Aprile 2017, 18:37 da Grifagno »

Offline Marco Mariuccini

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Re:Una massima del compianto presidente Ghini
« Risposta #1 il: Martedì 18 Aprile 2017, 19:18 »
... TI PIACE VINCERE FACILE??? .... :D :D :D
Mi sentirò vecchio, solo 5 minuti prima di morire... (Cit.)

Offline leo

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Re:Una massima del compianto presidente Ghini
« Risposta #2 il: Martedì 18 Aprile 2017, 19:42 »
purtroppo la tua analisi (Grifagno) è quasi perfetta. ok la B è in tasca. però vedere giocare  a pallone   fino al raggiungimento del traquardo della salvezza, per poi sciogliersi come neve al sole, qualche dubbio mi viene sulla tenuta atletica e mentale dei giocatori. ok non abbiamo i vari Dybala, Higuain, Mandzukic, etc etc. però questi giocatori del Perugia, oltre che scarsi, sono anche privi di certe qualità mentali. è un vero peccato, perchè abbiamo perso un altra occasione per salire, data la scarsa qualità  di molte squadre che ci sono in questo campionato di serie B. forse è meglio non disputare i playoff (vuoi per i 10 punti  della terza sulla quarta, vuoi perchè siamo cotti?) infatti il tifoso(io per primo) si è veramente rotto le scatole(tranne qualche eccezione) di promesse non mantenute. il tifoso vede squadre come la Spal, il Crotone, il Frosinone, il Pescara etc etc fare la serie A ed il Perugia annaspare in serie B. ci sono sei partite, se poi si fa un finale di campionato dignitoso saremo noi i primi ad essere felici. ad oggi non vedo una via di uscita.

Offline Marco Casavecchia

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Re:Una massima del compianto presidente Ghini
« Risposta #3 il: Giovedì 20 Aprile 2017, 06:59 »
Beh, quello che non ho sottolineato io lo hai aggiunto tu, Leo. Quindi diciamo che in due abbiamo fatto un buon lavoro. Peccato che ce lo diciamo tra noi, mentre sarebbe utile se a leggerlo fosse anche qualche addetto ai lavori. Forse qualcuno aprirebbe gli occhi e comincerebbe a porsi qualche domanda su cosa vorrà fare da grande. E sarebbe bello che anche qualche addetto all'informazione cominciasse a fare qualche domanda scomoda e a scrivere qualche articolo più critico, invece di preoccuparsi di mantenere buoni rapporti per ottenere interviste esclusive o ospiti in tv.